lunedì, 14 dicembre 2009

IL NATALE DEL POPOLO DELLE AGENDE ROSSE, in via d’amelio…!!! 1/2


 


IL NATALE DEL POPOLO DELLE AGENDE ROSSE, in via d’amelio…!!! 2/2 


martedì, 24 novembre 2009

Questa storia tristissima ne è un esempio:



La mattina del 15 maggio 1997, mio fratello Antonino, avversato dalla vita e ridotto all'alcolismo cronico, non è rientrato a casa. Dopo varie ricerche scopriamo che era ricoverato in fin di vita al reparto neurochirurgia dell'ospedale Villa Sofia di Palermo.


DOMANDE OVVIE: 1) cosa è successo…? 2) come mai pur avendo i documenti addosso nessuno si era preoccupato di avvisare i familiari…? MA AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE: 3) giunge in ospedale una persona in fin di vita e nessun organo di Polizia si degna di attivare (com’è d’obbligo da procedura d’ufficio) le indagini per capire le cause e le dinamiche di quel trauma cerebrale!!! Eppure in quell’ospedale, come in tutti, c’è un Ufficio apposito, nel caso specifico presidiato dai Carabinieri!!! Nessuno sapeva niente, né Polizia di Stato, né Carabinieri, né Polizia municipale!!!




La cosa stava passando come un alcolizzato che è caduto chissà come, addirittura che fosse a bordo di un motorino, cosa di cui ero assolutamente certo dell'impossibilità dal momento che non ne aveva mai posseduto!!!




Attivatomi personalmente, e informando tempestivamente di ogni mia azione l'Autorità Giudiziaria, vengo a sapere la verità, purtroppo difficile da dimostrare per mancanza di testimoni:


Mentre mio fratello stava attraversando la strada, due BASTARDI a bordo di un motorino gli hanno dato una spinta facendolo cadere su un’auto in transito…; nei registri delle sale operative di tutte le istituzioni citate risultava la chiamata di emergenza; soprattutto sul posto erano intervenute due auto della Polizia di Stato!!!




a) L’ufficio delle volanti, diretto da tale CLAUDIO MONTANA, ha avuto bisogno di diverse sollecitazioni (MESI!!!) prima di rispondere alla Procura; questo CLAUDIO MONTANA, interpellato da me (poliziotto in servizio presso la stessa Questura) sul perché di tanto ritardo, ha addirittura offeso la mia intelligenza volendo farmi credere che non sapesse niente…!!!


Intanto esseri ignoti, qualificandosi come poliziotti, andavano in ospedale chiedendo notizie sulla degenza di Antonino, soprattutto per seminare zizzania contro di me dicendo che l’unico mio interesse era speculare sull’eventuale risarcimento dei danni…; alimentando, speculando ed aggravando, l‘azione di mobbing di cui ero fatto oggetto nella Questura palermitana…!!!


Alla fine i poliziotti delle volanti non sono stati processati, cosa che auspicavo, perché, pur evidenti le gravissime contraddizioni, non si è potuto dimostrare il dolo…!!!




b) Invece sono stati individuati e condannati per omicidio colposo i due BASTARDI, ma senza poter chiarire la realtà dei fatti...!!!


c) Salto altri particolari per giungere subito al peggio, sì AL PEGGIO!!!

I medici riescono a compiere quasi un miracolo, riescono a salvare la vita di Antonino, difatti viene dimesso. Ma dopo qualche giorno Nino viene nuovamente ricoverato perché quella ferita era infetta. Il tempo scorre come se Antonino dovesse riprendersi da un momento all'altro, invece peggiorava…!!!


Ad un certo punto, al seguito di quello scambio di opinioni che avviene tra parenti dei pazienti, per DOVERE CIVICO, informo l'Autorità Giudiziaria delle condizioni di quel reparto:

non esisteva sala post-operatoria; la saletta adibita a tale scopo invasa da mosche; cestini dei rifiuti aperti…!!! In tale modo, assolutamente per caso, scopro che Nino, in quell’ospedale, ha preso un'infezione che lo porterà alla morte il 22 novembre del 1997!!! BEN SEI MESI DI MARTIRIO OSPEDALIERO!!!


Non potendo permettermi i mezzi (avvocati e periti) anche l'inchiesta su quell'ospedale venne archiviata. la causa della morte è stata attribuita alla debolezza del sistema immunitario di un alcolista, aggravata dalla lungo degenza…!!!


Rimane la piccola consolazione che al seguito delle mie denunce venne presto allestita la sala post operatoria e le adeguate migliorie…!!!


Personalmente non mi sono costituito parte civile nei confronti di alcuno, neanche contro i due BASTARDI (con sorpresa di molti), perché L’UNICO MIO OBIETTIVO ERA FARE EMERGERE E DIVULGARE LA VERITA’, affinché servisse da ESPERIENZA per i posteri e per quegli addetti ai lavori…!!! Come dice il Mahatma Gandhi: “Chi cammina nella verità non inciampa”!!! Ritengo doveroso ricordare che se limitiamo la nostra osservazione solo all'azione di uomini malvagi e opportunisti, allora ci convinciamo che tutte le istituzioni sono un inganno. Invece se andiamo oltre e osserviamo il corso della storia e i segni dei tempi, allora scopriamo che in queste stesse istituzioni operano persone che nel silenzio e nella perseveranza combattono IL MALE anche a prezzo della loro stessa vita...!!!




Antonino è nato 05 dicembre 1946, deceduto il 22 novembre 1997. Oggi, 24 novembre 2009, starebbe per compiere 63 anni…!!!

(Ciao Ninuzzu, questo è un modo per ricordare Te e la triste realtà in cui viviamo che, da quando sei salito al Cielo, è molto peggiorata…!!!)



postato da: pinocchino alle ore 08:51 | Permalink | commenti (3)
categoria:riflessioni, cronaca, palermo, attualità, malasanità, malagiustizia, nino cappello
venerdì, 14 agosto 2009

da: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/quanti-amici-ha-toto-riina/2106872/18


L'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il capo siciliano della mafia Totò Riina, lo scrittore della sicilitudine Leonardo Sciascia, il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia perché la conosceva bene, Massimo Ciancimino il figlio del sindaco mafioso di Palermo don Vito e altri esperti della onorata società hanno spiegato invano agli italiani che il problema numero uno della nazione non è il conflitto fra il legale e l'illegale, fra guardie e ladri, fra capi bastone e le loro vittime inermi, ma il loro indissolubile patto di coesistenza. L'essere la mafia la mazza ferrata, la violenza che regola economia e rapporti sociali in province dove la legge è priva di forza o di consenso.



Eppure la maggioranza degli italiani non se ne vuol convincere, si rifiuta di crederlo e quando il capo della mafia Totò Riina fa sapere che l'assassinio del giudice Paolo Borsellino è stato voluto o vi hanno partecipato i tutori dell'ordine, ufficiali dei carabinieri o servizi speciali, il buon italiano si dice: è l'ultima scellerataggine di Riina, mette male nel nostro virtuoso sistema sociale. Se ci sono due scrittori italiani e siciliani che hanno larga e meritata popolarità nel paese essi sono Giuseppe Tomasi di Lampedusa autore del 'Gattopardo' e Andrea Camilleri i cui libri sono in testa alle vendite, salvo il libro migliore, uno dei primi edito da Sellerio in cui spiegava per filo e per segno i compromessi fra mafia e Stato su cui si fonda l'unità d'Italia.



Senza alcuna presunzione di avvicinarmi a questi maestri, vorrei umilmente ricordare ai miei connazionali le ragioni per cui il capo delle mafie Totò Riina ha potuto scrivere il famoso 'papello' al capo del governo italiano per chiedergli, come ora ci fa sapere Massimo Ciancimino custode del documento, se, viste le buone relazioni correnti, il capo del governo non poteva mettere a disposizione del capo della mafia una rete della televisione. Proprio come chiesero e ottennero la Terza rete i comunisti quando condizionavano il mercato del lavoro.







Massimo Ciancimino, il figlio del sindaco mafioso di Palermo, ha detto o lasciato capire che i carabinieri 'nei secoli fedeli' si attennero nelle operazioni di mafia ad attenzioni speciali, clamorosa quanto rimasta senza spiegazioni credibili la mancata perquisizione nella villetta in cui Riina aveva abitato e guidato per anni la 'onorata società'.



Del pari sono rimaste senza spiegazioni le accuse e le richieste di chiarezza mosse, quando era sindaco a Palermo, da Leoluca Orlando. Eppure una ragione del 'comportamento speciale' della più efficiente polizia italiana verso la mafia c'è ed è evidente: i carabinieri, come la mafia, non sono qualcosa di estraneo e di ostile alla società siciliana, fanno parte e parte fondamentale del patto di coesistenza sul territorio, di controllo del territorio condiviso con la Chiesa e con la mafia. In ogni paese siciliano accanto alla Chiesa e al parroco c'è una caserma dei carabinieri e una cosca mafiosa. Spiega Camilleri nel suo aureo libretto: i parroci sono persone oneste, ma sanno che a mettersi apertamente contro la mafia restano isolati, senza sussidi, senza ragazzi negli oratori. E i carabinieri? I carabinieri, specie quelli che arrivano da altre provincie, sanno che la loro vita è appesa a un filo che un colpo di lupara può raggiungerli in ogni vicolo, in ogni tratturo. Non è naturale, obbligatorio che si creino delle tacite regole di coesistenza o di competenza?


di Giorgio Bocca

martedì, 04 agosto 2009

         "Se mi succede qualcosa andate a cercare nell’armadio di casa" 


     
lunedì, 27 luglio 2009

    


     

venerdì, 24 luglio 2009

 


          

giovedì, 23 luglio 2009
      
giovedì, 23 luglio 2009
   
giovedì, 23 luglio 2009

 


   

mercoledì, 22 luglio 2009