Il 1° Marzo del 1912 nacque a Cagliari Giuseppe Anedda (poi tutti lo chiamarono Pippo), in una famiglia numerosa, otto figli, di condizione umile ma ricca di sensibilità artistica (il padre, Avendrace, era famoso a Cagliari come poeta improvvisatore). La sua storia dimostra come è vero che chi ha sensibilità artistica è sempre ricco, veramente ricco, perché la sua vita non è nel possedere bensì nell’essere!!! Difatti Avendrace, dimostrando d’essere un padre attento alla crescita del figlio, si accorse immediatamente del talento di Pippo tanto che, a soli cinque anni, lo scrisse a liceo musicale per studiare violino (allora il mandolino era ignorato tanto da rischiare di scomparire).
Pippo studiò con impegno e presto si presentò la necessità di comprare un violino per potersi esercitare a casa autonomamente, ma il padre non potendoselo permettere (immagino il dispiacere) ripiegò su un vecchio mandolino “abbandonato”, appeso alla parete di casa.
Per farla breve: Quel bambino pieno di passione non si mise a “piagnucolare” bensì si adeguò a quel nuovo/vecchio strumento tanto da innamorarsene e a soli dieci anni divenne il migliore mandolinista dell’intera Sardegna!!!
Il suo percorso artistico fu un crescendo di successi!!! Ne cito solo uno: A Roma, con l’Orchestra Sinfonica della Rai, si esibì in un’opera di Stravinskj che presentava diverse parti importanti per mandolino solista, assieme all’ottavino e all’arpa, alla fine dello spettacolo si sentì dalla platea un grido: “Bravo mandolino!!!”. Era proprio Stravinskj!!!
Insomma basta digitare Pippo Anedda su un qualsiasi motore di ricerca per conoscere i suoi meritatissimi successi. Grazie a Lui venne istituita la prima cattedra per mandolino presso il Conservatorio Pollini di Padova!!! In quel periodo gli venne conferita pure una medaglia d’oro a nome della Presidenza della Repubblica Italiana!!! E’ grazie a Lui se oggi il mandolino è rinato, perché mentre deliziava il mondo intero con il suo talento musicale contemporaneamente formava una ricca discendenza di allievi, tra cui il nipote Emanuele Buzi, di cui mi onoro d’essere allievo!!! Insieme al Maestro Emanuele Buzi, che nonostante la giovane età dimostra d’essere Degno Figlio d’Arte, arricchito di particolare sensibilità pedagogica (ha una spiccata pazienza specialmente verso i bambini aspiranti mandolinisti), ho i migliori Maestri del Conservatorio di Palermo: Maestro Massimo Leonardi per il solfeggio e il Maestro Antonello Manco per il pianoforte complementare!!!
A proposito di coincidenze: anche il Grande Pippo Anedda si arruolò in Polizia. Ed anche la mia città, Palermo, ha un legame artistico col Grande Maestro!!! E’ inconfutabile che dopo avere superato ben mezzo secolo di vita sono rinato a vita nuova!!! E per me ciò è un grande dono ed anche una seria responsabilità, nel senso che, nonostante la mia età e le mie gravissime lacune musicali, mi si sta offrendo una opportunità che solo pochissimi possono comprendere!!!